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10
06
2019

La cellulite: cosa fare?

Scritto da Giada Tessari 0

Avevate mai sentito la sigla PEFS? Io credo che abbiate sentito la parola “cellulite”, incubo di molte donne, sia magre che leggermente in sovrappeso, perché sì, la cellulite è molto democratica! Nell’articolo in cui ho introdotto l’argomento, ho spiegato che è un patologia, in suffisso finale “-ite” indica in medicina che c’è uno stato infiammatorio in atto. Il termine tecnico “dermo-ipodermo-pannicuopatia-edemato-fibro-sclerotica” indica un’alterazione localizzata nel derma e nell’ipoderma che interessa:

  • il pannicolo adiposo (panniculopatia),
  • con caratteristiche edematose (ovvero accumulo di liquidi fuori dai vasi),
  • di fibrosi (aumento delle fibre reticolari),
  • di sclerosi (aumento delle fibre elastiche e del tessuto cicatriziale).

Ovvero, i vasi non sono più in grado di portare ossigeno ai tessuti, né di ripulirli da sostanze tossiche, portando ad una tossicosi progressiva dei tessuti.

Cosa fare in questo caso?

  • Identificazione della patologia che causa l’inestetismo,

  • valutazione soggettiva,

  • interventi farmacologici abbinati a interventi fisioterapici (non di nostra pertinenza),

  • in palestra agire sui fattori predisponenti e scatenanti, curare l’alimentazione fissando un appuntamento con un nutrizionista, curare l’attività degli arti inferiori.

Osserviamo quindi i fattori predisponenti:

  • fattori primari: predisposizione alla ritenzione idrica o alla stasi linfo-venosa;

  • fattori secondari o predisponenti: fattori ormonali o neurovegetativi;

  • fattori terziari o aggravanti: ovvero quei fattori che possono aggravare la situazione, sono prevalentemente due:

    • metabolici: alimentazione errata qualitativamente o quantitativamente o disfunzioni epatiche;

    • circolatori: errata o assente attività fisica, abbigliamento o calzature che arrechino danni alla circolazione venosa e linfatica.

Se poco o niente si può fare in palestra per i fattori primari e secondari, molto si può fare su quelli aggravanti o terzieri, in particolare cosa?

  1. Lavorare sulla componente muscolare per migliorare la pompa muscolare evitando anche il crollo gravitario dei tessuti mio-fasciali. Inoltre, la maggior parte del flusso linfatico del corpo deriva dalla contrazione dei muscoli scheletrici: è stato dimostrato che durante l’attività fisica il flusso linfatico può aumentare da 10 a 15 volte!

  2. Lavorare sulla postura che, con posizioni errate mantenute a lungo, potrebbe causare una contrattura spastica della muscolatura con conseguente alterazione funzionale della circolazione veno-linfatica. Saranno da utilizzare soprattutto le squadre di Mezieres e Souchard in quanto sono proprio le retrazioni della catena posturale statica a influire sulle strutture linfo-venose.

  3. Migliorare l’appoggio plantare in quanto la prevenzione verso la cellulite parte proprio dal piede. Non molti sanno che sotto la volta plantare c’è il cosiddetto “cuore periferico”, quell’impulso che consente un corretto ritorno venoso e linfatico che contrasta la forza di gravità. Se vogliamo che questo cuore funzioni bene, occorre dedicargli tempo ed attenzione. Ecco perché la prevenzione e la cura della cellulite passa anche, e soprattutto, attraverso attività che si prendono cura del piede, della propriocezione, della postura come il Pilates, la ginnastica posturale, il miofasciale, lo Yoga.

  4. Migliorare la respirazione per migliorare la circolazione linfatica. “Perché”, direte voi? Studi recenti hanno dimostrato che la linfa del dotto Toracico è letteralmente pompata nel sistema venoso durante la fase di ispirazione, e che la quantità di iniezione di linfa è proporzionale alla profondità dell’ispirazione e dalla quantità degli atti respiratori.

Che attività fare quindi? Le migliori risultano essere:

  • attività che sollecitino la soletta venosa, camminate anche scalzi sul Treadmill o sul walk,
  • attività mirate alla propriocezione come Yoga, Pilates, Posturale, Miofasciale o lavoro apposito con scheda in sala,
  • allenare la parte inferiore del corpo inserendo subito dopo appositi esercizi di richiamo dei liquidi dal distretto inferiore (ottimi i lavori a circuito tipo TABATA),
  • attività aerobica 2-3 volte a settimana,
  • attività di tonificazione che prenda in considerazione soprattutto la muscolatura glutea,
  • attività sulla respirazione come Yoga, Pilates, Posturale, Miofasciale.

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