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22
02
2021

Yama e Niyama: rafforza il corpo dal centro

Scritto da Giada Tessari 0

Perché ci ammaliamo? I dolori fisici e le malattie sono legati in qualche modo alle emozioni che proviamo o che abbiamo provato in passato? Secondo la decodifica biologica, un ramo della medicina alternativa, possiamo raggiungere il nocciolo dei sintomi che proviamo partendo dalle nostre emozioni.

Dopo aver praticato sport agonistico, aver insegnato sport ed essere stata anche allenatrice di nuoto, mi son avvicinata al mondo dello Yoga e me ne sono innamorata. Trovo che il modo di procedere nello Yoga, il metodo che sta alla base sia completo: attenzione e ascolto del corpo, di ciò che si muove dentro il corpo e nella mente, ascolto delle emozioni, accoglienza di ciò che siamo con i nostri limiti e le nostre potenzialità. Non a caso ho dedicato articoli al rapporto fra Yoga e ghiandole endocrine, i chakra, Yoga e 5 ferite,  molti articoli sui benefici dello Yoga per svariate problematiche (dolori cervicali, ipertensione, ipotensione, tiroide, in aiuto dei bambini…). Lo Yoga è trasformazione e, solitamente, chi inizia un percorso yogico – che lo voglia o no – evolve. Indipendentemente da che cosa significa evolvere per noi. Che sia una necessità o il risultato della pratica, lo yoga porta a una trasformazione. Ci aiuta a riflettere su chi siamo, dove ci troviamo nella vita, ad accettare la realtà nel miglior modo possibile, ma – allo stesso tempo – pianificare un percorso verso il nostro ideale.

Negli ultimi 30 anni quasi mille studi hanno provato che abbinare le posizioni (asana) alla meditazione e alla respirazione (pranayama)  ha benefici non solo sul tuo corpo ma anche sulla mente e addirittura può dare sollievo a tante malattie come ipertensione, artrite, ecc.  Ovviamente, per godere di questi benefici dello yoga, devi farlo con costanza.

Questa antica arte di vivere è spiegata nei testi Yoga Sutra di Pantanjali, scritti circa nel primo secolo A.C.  Il libro illustra il fondamento della filosofia, i benefici dello yoga e il suo coinvolgimento in tutte le sfere della vita.

Lo yoga fa parte del patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO e  l’India ha convinto l’ONU nel 2015 a consacrare allo yoga una giornata mondiale, il 21 giugno.

“Senza stabili fondamenta una casa non può reggersi. Senza la pratica dei principi di yama e niyama, che pongono stabili fondamenta alla formazione del carattere, non può esistere una personalità completa. La pratica delle asana senza il sostegno di yama e niyama è semplice acrobazia.”  (Iyengar B.K.S.).

Yama e Niyama non sono concetti così immediati per chi si appresta ad affrontare un percorso yogico, ma rappresentano la base per essere Yoga anche al di fuori del tappetino.

Gli yama e niyama sono le due prime due membra delle otto membra  dello yoga che sono :

  • yama, i comportamenti verso ciò che ci circonda.
  • Niyama, i comportamenti verso noi stessi.
  • Asanā, la pratica degli esercizi fisici.
  • Prānāyāma, la pratica degli esercizi di respirazione.
  • Pratyāhāra, il controllo dei sensi.
  • Dhārāna, la capacità di dirigere la mente.
  • Dhyāna, la capacita di entrare in rapporto con ciò che cerchiamo di comprendere.
  • Samādi, la completa fusione con l’oggetto da comprendere.

Come puoi notare, la disciplina yogica è completa perché prende in considerazione non solo il corpo, ma il corpo in relazione a ciò che lo compone, non solo cibo e membra, organi e visceri, ma anche e soprattutto emozioni, sentimenti, che ci muovono, sono il nostro motore. L’etimologia della parola emozione è da ricondursi al latino emovère (ex = fuori + movere = muovere) letteralmente portare fuori, smuovere, in senso più lato, scuotere, agitare. Per cui l’emozione, altro non è se non un’agitazione, uno scuotimento, una vibrazione dell’animo. Praticare qualsiasi sport senza essere consapevoli di questo non porta alcun risultato se non la momentanea produzione di endorfine. Ricordo la spiegazione che mi diede una volta uno dei miei maestri: “Quando devi pulire una casa sporca e chiusa da anni cosa fai? Accendi un ventilatore o osservi con calma, cominci a spolverare, mettere da parte gli oggetti, capire cosa pulire e con che cosa? Ecco, spesso le persone prendono un ventilatore e lo accendono in una casa antica e piena di polvere in cui entrano e invece di pulire semplicemente spostano lo sporco ovunque”.

A prima vista, lo Yoga Sutra di Patanjali, scritto in sanscrito e interpretato in molti modi, può sembrare esoterico e impenetrabile. Ma l’antico manuale merita uno sguardo più attento, perché contiene consigli essenziali per la vita quotidiana. Patanjali ha offerto delle linee guida che permettono di avere un maggiore benessere emotivo e mentale e una vita più appagante e significativa. Non sto parlando di dogmi da seguire alla lettera, ma qualcosa da tenere in considerazione, soprattutto fuori dal tappetino.
Di solito, una volta che termina la lezione di yoga si pensa di aver terminato, ma la verità è che possiamo essere yoga anche a casa, tra gli amici e, soprattutto, con noi stessi.

Gli yama sono in realtà dei comportamenti di contenimento che sono motivati dalla comprensione, dall’avversione all’odio e all’illusione; i niyama sono progettati per creare benessere per noi stessi e per gli altri. Tutto questo non ha nulla a che fare con la religione, ma con la felicità: ogni ‘comportamento’ previsto da Patanjali in questo testo ha un unico scopo, quello di trasformare e condurre lo yogi alla felicità e alla realtà ultima delle cose, a quello stato di benessere e di pace a cui abbiamo tutti diritto.