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2018

ADHD e Yoga

Scritto da Giada Tessari 0

Il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) colpisce milioni di bambini e adulti nel mondo. È uno dei più comuni disordini neurocomportamentali negli adolescenti e può seguire direttamente nell’età adulta.

Negli USA è comunemente stimato che in un’aula di 30 studenti, uno su tre alla fine verrà diagnosticato con l‘ADHD e molti adulti ne soffrono, ma sono semplicemente inconsapevoli di averlo. Sfortunatamente, la stragrande maggioranza di questi bambini e adulti sarà semplicemente trattata con l’uso di farmaci moderni, quando ci sono alternative naturali e soluzioni più salutari per i loro corpi.

Una delle migliori soluzioni naturali potrebbe essere la pratica dello yoga.

Per iniziare, è importante capire con precisione cos’è l’ADHD e l’effetto che ha nella mente. Alcuni sintomi da notare sono: una grande quantità di tempo trascorso a sognare ad occhi aperti, dimenticanze, oggetti smarriti spesso, l’incapacità di stare fermo, facendo errori incuranti (e spesso imprudenti), trovando difficile resistere alla tentazione, difficoltà a condividere e fare a turno, e avere un momento difficile andare d’accordo con gli altri.

Ci sono ricerche circa le cause che provocano l’ADHD. Alcune possibilità includono: lesioni cerebrali, alcol e abuso di sostanze durante la gravidanza, fattori ambientali, nascite premature e peso basso alla nascita.

Sono in corso ulteriori ricerche e c’è ancora molta confusione tra scienziati e ricercatori sul perché si sviluppi nelle persone. Spesso è difficile determinare se un adulto o un bambino soffre di ADHD perché ci sono anche altri problemi come depressione, ansia e particolari difficoltà di apprendimento che condividono gli stessi sintomi dell’ADHD.

Ma allora come si deve comportare il genitore? Come e quando capire se l’irrequietezza del figlio è una malattia o una naturale esuberanza infantile?

Qual è il confine tra normalità e patologia? Se per la psichiatra Emila Costa, dell’Università La Sapienza di Roma, l’ADHD è una moda e le diagnosi sono inconsistenti e vaghe, per Enrico Nonnis, neuropsichiatra infantile, la convinzione è la stessa della sua collega.

La patologia, dice Nonnis, ha a che fare con la sofferenza dell’individuo e subentra quando, a causa di comportamenti considerati anomali, il bambino viene isolato dai compagni e patisce interiormente questa situazione. Molto spesso l’ADHD è associata ad altri sintomi, come ansia e depressione, che nascondono problemi ben più profondi. Ricorrere a una pillola significa soffocare il sintomo, non risolverlo alla radice.

Che fare? Esistono altri metodi, altre tecniche per ricondurre il bambino alla calma senza soffocare la sua creatività ed esuberanza?

In primis va valutato lo stile di vita del bambino: il gioco all’aria aperta, il movimento, l’attività fisica, correre, divertirsi in modo sano, un diritto, per la sana crescita di un figlio, troppo spesso negato. Si aggiunga poi l’alimentazione sana e corretta, infatti molti studi hanno evidenziato che in diversi casi l’ipercinesia infantile è causata da una dieta errata per il prevalere di zuccheri raffinati, coloranti, additivi chimici e conservanti che influiscono sulle emozioni e sui comportamenti.

Modificando l’alimentazione e le abitudini alimentari, migliorano o scompaiono molti dei sintomi dell’ADHD, e se si inseriscono nel programma lo yoga e la meditazione i miglioramenti sono evidenti e duraturi, per i benefici che questa disciplina apporta. Molti paesi hanno cominciato a studiare i benefici dello yoga, per esempio, uno studio condotto in Germania nel 2006, ha mostrato un significativo sollievo e una maggiore attenzione nei bambini e negli adulti che praticano lo yoga regolarmente.

Come può lo Yoga può aiutare tuo/a figlio/a?

Le asana sono in grado di fornire un sollievo eccellente per quanto riguarda i sintomi dell’ADHD, in quanto consentono un maggiore flusso di ossigeno e sangue al cervello – che può avere un effetto equilibrante sul sistema nervoso nel suo complesso.

Possono aiutare a imparare ad allungare e approfondire il respiro, il che consente una sensazione generale di calma.

I bambini e gli adulti che soffrono di ADHD spesso si trovano incapaci di connettere i loro corpi e le loro menti, e lo yoga consente proprio che tale connessione si verifichi. Gli obiettivi principali sono calmare la mente e sviluppare la concentrazione.

Un altro vantaggio incredibilmente importante che lo yoga apporta nell’affrontare l’ADHD è imparare come disporsi quando si sente che le cose sono fuori controllo. Lo yoga insegna una respirazione profonda che facilita la mente, permettendo di far fronte in modo più efficace alle situazioni difficili. Aumenta anche la consapevolezza che permette di controllare meglio le emozioni.

Il Saluto al Sole o ogni altra sequenza che includa una estensione, esempio la Pinza, il Ponte, che piace molto ai bambini, un inarcamento, una posizione di equilibrio, come l’Albero, una rotazione della colonna vertebrale, il Triangolo, perché lo yoga agisce sulla colonna vertebrale rafforzando organi e struttura ossea, innalza naturalmente le difese immunitarie e rilassa le fasce muscolari. Queste posizioni una volta imparate possono essere ripetute anche a casa, insieme ai genitori, inoltre utili possono essere anche la floriterapia di Bach, l’Omeopatia per riequilibrare i chakra e armonizzare le energie sottili del corpo, perché il diritto alla salute è anche dei più piccoli. Anche sedute con un osteopata possono essere utili, soprattutto con i prematuri.

Lo yoga: una via alternativa

La pratica yogica può aiutare a migliorare l’autostima, ridurre la depressione e l’ansia e può aiutare a sviluppare relazioni migliori con coloro che ci circondano.

È importante trovare un istruttore di yoga preparato: serve non solo molta esperienza nello yoga, con i bambini e nello yoga con i bambini, ma anche un percorso di crescita personale e di conoscenza. L’istruttore può fare la differenza sia con i bambini che con gli adulti.

Non ci sono soluzioni certe, come su tutto nella vita l’importante è cominciare a mettersi in cammino, fare il primo passo….già questo è un modo per uscire dal circolo vizioso di ansia e impotenza che a volte i piccoli, e i loro genitori, respirano. Ancora più entusiasmante quando questo viaggio genitori e figli lo iniziano assieme: perché possiamo insegnare solo ciò che siamo.

A tutti i bambini che si sentono diversi o “problematici”, a tutti i genitori che si sentono soli, a tutti gli insegnanti che a volte non trovano gli strumenti, mi sento di elencare alcuni ADHD che hanno avuto successo, non perché tutti lo debbano ricercare, ma per dimostrare che l’ADHD non è un mostro. Augurandomi che possiate trovare ispirazione:

  • Justin Timberlake. Nato nel 1981 negli Stati Uniti, è un celebre cantautore, ballerino, attore e produttore discografico. In un’intervista a Collider.com ha affermato che, oltre a soffrire di una forma adulta di ADHD, è affetto anche dal cosiddetto disturbo ossessivo-compulsivo.
  • Jamie Oliver. Nato in Inghilterra nel 1975, è un famosissimo cuoco, nonché scrittore di libri di cucina e conduttore televisivo.
  • Will Smith. Nato nel 1968 negli Stati Uniti, è uno dei più importanti attori di Hollywood del momento. A un sito americano, dedicato alle celebrità con malattie importanti, ha dichiarato che, da piccolo, aveva enormi problemi a rimanere concentrato.
  • Michael Phelps. Nato nel 1985 negli Stati Uniti, è uno dei più grandi nuotatori della storia, con il primato di medaglie olimpiche vinte (ben 22, di cui 18 ori) e non solo.
    In un’intervista, sua madre raccontò che il figlio, da piccolo, era un bambino iperattivo e facile alla distrazione.
  • Jim Carrey. Nato nel 1962 negli Stati Uniti, è un altro grandissimo attore di Hollywood. Celebre per le sue “facce”, ha affermato che un motivo del suo successo è stato l’aver sofferto di ADHD durante l’infanzia.
  • Michelle Rodriguez. Nata nel 1978 negli Stati Uniti, è un’attrice nota soprattutto per aver recitato nella serie televisiva Lost. Ha dichiarato di soffrire di ADHD fin dall’infanzia.
  • Richard Branson. Nato nel 1950 in Inghilterra, è l’imprenditore che ha fondato la Virgin Group. Ha ammesso di soffire di ADHD dalla giovane età.