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09
05
2019

MANIPURA: la via bruciante verso il potere

Scritto da Giada Tessari 0

Nessun essere umano può sopportare in eterno l’esperienza stordente della propria impotenza. Rollo May

Il terzo Chakra è il centro della nostra volontà, del nostro comportamento e delle nostre azioni. È qui che comprendiamo la nostra identità, il nostro Ego che ci orienta verso l‘auto-definizione. Qui impariamo che siamo ciò che facciamo, che possiamo scegliere le nostre azioni e di conseguenza le conseguenze. L’identità dell’ego che ha trovato forma (1′ chakra) ed emozione (2′ chakra), è ora pronta per manifestare la sua identità ed il suo potere. Nell’affermare chi siamo non siamo né cattivi né buoni, siamo semplicemente noi stessi.

Il terzo Chakra si evidenzia in modo particolare in quel periodo conosciuto da tutti i genitori con il nome di i terribili due: ovvero il periodo in cui il bambino comincia a desiderare di sperimentare la sua volontà. Periodo importantissimo in cui il bambino è concentrato su di sé: desidera affermare che lui è, che anche lui è, ha una propria personalità ed ha il potere e la capacità di crearla e definirla. Ora è cosciente di non essere più la mamma, di essere qualcosa di diverso e lavorare sul potere lo aiuta ad esplorare il mondo oltre che se stesso. Questo è il periodo dell’autonomia versus la vergogna e il dubbio.

Ritorneremo nel terzo chakra quando, una volta adulti, impareremo a muoverci ricercando non la dipendenza, l’impotenza, l’obbedienza agli altri ma a noi stessi, al nostro percorso, alla nostra meta, al nostro talento. Solitamente è il periodo in cui si cambia completamente lavoro perché ci si era lasciati condizionare da altri nella scelta. È il momento in cui si sviluppa una carriera personale raccogliendo le sfide che la vita ci dà.

Un terzo Chakra non in equilibrio da il potere agli altri e di conseguenza incolpa gli altri, un terzo Chakra in equilibrio cerca supporto e forza con gli altri trovando la strada e scegliendone le responsabilità. Per comprendere come sta il nostro terzo Chakra dovremmo chiederci che cosa è il potere per noi, dove lo troviamo, come lo usiamo e perché ne abbiamo bisogno o perché ne abbiamo paura.

Il vero scopo del potere è consentire di trasformarci diventando ciò che siamo destinati ad essere. Non a caso il fuoco è luce, è ciò che ci dà la capacità di vedere e di agire. Nel fuoco ci si forgia, nascono energia, direzione, volontà e trasformazione. Quando non siamo radicati, e non ci consentiamo di sentire, l’unico nostro potere è il dominio sugli altri. Cerchiamo quindi di radicarci a livello del terzo chakra, il livello del potere. Questo però impedisce di comprendere e di sentire, si va alla continua ricerca di azione per essere e sentirci realizzati, per avere autorità sugli altri. Oppure si sceglie l’altra faccia della medaglia, si sceglie di essere la vittima, in questo caso si manca di fuoco e vitalità, di autodisciplina, la volontà è debole e manca la spontaneità. Ecco l’immagine della vittima: persone timide, fredde, riservate ma che in realtà continuano ad evitare il confronto, la sfida per il rischio di esporsi. Rimangono nella passività, perché la passività è più sicura, perché non c’è la paura dell’impegno: l’isolamento e la lamentela sono molto più comodi. Manca completamente la volontà di guidare la propria vita.

Per guarire questo Chakra bisogna riprendere contatto con il sé autentico attraverso il corpo, attraverso le sensazioni, attraverso le aspirazioni. Bisogna lavorare sulla vergogna accettando le sfide, impegnandosi in attività stimolanti. Si guarisce quando si crea un senso sano del potere, un potere che ha dei limiti, che ci consente di vedere la vita in modo fiducioso caldo e responsabile, quando ci assumiamo la responsabilità delle nostre azioni.