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2018

Disturbi del comportamento infantile: DOP e DS

Scritto da Giada Tessari 0

Questo articolo fa seguito al primo introduttivo su una visione generale dei disturbi del comportamento infantile, ed ad un secondo che presentava l’ADHD. Non vuole essere esaustivo né sostituirsi a pareri medici, ma cerca di inquadrare i vari disturbi del comportamento infantile per poter comprendere come aiutare questi ragazzini e bambini attraverso l’educazione sportiva.

Il Disturbo Oppositivo Provocatorio è un disturbo del comportamento di gravità moderata che inizia in età prescolare e si caratterizza per un comportamento negativo, disobbediente, ostile e di sfida verso le figure di autorità, ma senza violazioni serie dei diritti degli altri né delle norme sociali. Sono abituali di fronte a fattori di stress ambientali come la fame, la stanchezza, la frustrazione,… Sono anche caratteristici dei momenti evolutivi in cui esiste un rinforzo di identità (attorno ai 2-3 anni e nell’adolescenza). Tuttavia nel caso in esame, i comportamenti si verificano in modo più frequente e durante almeno 6 mesi in modo continuato, e interferiscono con l’apprendimento, l’adattamento scolastico e, a volte, le relazioni interpersonali. Ci si trova di fronte ad un DOP, o lo si può “definire”tale, solo se c’è una diagnosi che normalmente si fa in età scolare, durante la scuola primaria, fatta da un centro specializzato in disturbi del comportamento infantile.

Altre cose da considerare.

  • Si caratterizza per discutere gli ordini degli adulti, mantenendo un atteggiamento di sfida e provocatorio di fronte all’autorità,

  • la mancanza di rispetto avviene in primis verso la madre, poi verso i maestri, per ultimi i padri.

  • Può presentare arrabbiature esplosive con minacce di aggressività, dare la colpa agli altri dei propri errori, dare fastidio deliberatamente, essere vendicativo e rancoroso, provare risentimento, ma non esistono violazioni gravi dei diritti delle altre persone o delle norme sociali.

  • I bambini tendono a sfidare attivamente con un comportamento più disorganizzato, mentre le bambine tendono a sfidare passivamente ignorando o rifiutandosi di seguire le regole.

  • Il DOP è solito presentare una coesistenza con il disturbo del deficit di attenzione e iperattività.

  • Se non si lavora attivamente con i bambini che presentano DOP un a percentuale elevata (vicina al 40%) svilupperà posteriormente un Disturbo Sociale.

Il Disturbo sociale, che può prodursi verso i 5-6 anni, ma normalmente si osserva alla fine dell’infanzia o all’inizio dell’adolescenza, si manifesta con la presenza di tre o più dei seguenti criteri diagnostici durante gli ultimi 12 mesi o per lo meno 6 mesi. Provoca un deterioramento clinicamente significativo dell’attività sociale, accademica e lavorativa. Se l’individuo ha più di 18 anni non rientra nel quadro clinico dei DS. Ovviamente per stabilire se un bambino-ragazzo soffre di DS, serve un equipe medica. Osserviamo i criteri che vengono valutati:

  • aggressione a persone o animali,

  • distruzione di proprietà,

  • inganno e furto,

  • violazioni gravi delle regole (esempio: scappare di casa, marinare la scuola prima dei 13 anni).

Tutto questo avviene però con delle caratteristiche ben precise, ovvero:

  • assenso di rimorso o senso di colpa,

  • mancanza di empatia,

  • mancanza di preoccupazione per il rendimento,

  • affetto superficiale o mancante.

Osserviamo i disturbi gravi del comportamento in uno schema riassuntivo

CLASSIFICAZIONE DEI DISTURBI SOCIALI

ADHD

DOP

DS

Presentano difficoltà significative nell’attenzione sostenuta

Inquietudine o movimento costante e/o eccessivo

Si mostrano impulsivi. Assenza di premeditazione e mancanza di riflessione. Difficoltà ad inibire le risposte

Eccesso di collera. Aggressioni verbali

Discussioni con adulti. Caparbietà persistente. Riluttanza a cedere o negoziare

Rifiuto di compiere le norme

Dare la colpa agli altri dei propri cattivi comportamenti e rendimento

Aggressione a persone o animali

Distruzione di proprietà

Truffa e furto

Violazioni gravi delle regole

Assenza di rimorso, senso di colpa, empatia, preoccupazione per il rendimento, assenza di affetto

Prevalenza DISTURBI GRAVI DEL COMPORTAMENTO 3/7 % della popolazione

In tutti questi ambiti alcuni fattori possono essere d’aiuto, altri incrementare le difficoltà del minore e della sua famiglia.

FATTORI DI RISCHIO

FATTORI PROTETTORI

  • relazioni familiari e sociali conflittive

  • disciplina familiare inconsistente

  • assenza di norme

  • pratiche autoritarie di educazione

  • interazioni verbali ostili

  • difficoltà psico-emotive dei genitori

  • alti livelli di stress

  • problemi di salute fisica

  • basso rendimento scolastico

  • mancanza di amicizie

  • frequenti cambi di residenza

  • isolamento sociale

  • conoscenza sulla complessità, cronicità e caratteristiche del problema di ADHD

  • clima affettuoso: accettazione e comunicazione adeguata

  • definizione chiara delle norme di comportamento

  • strutturazione dell’ambiente: abitudini, routine, organizzazione, pianificazione, orari

  • autostima

  • abilità di comunicazione

  • buona capacità di risolvere i problemi

  • buon rendimento accademico

  • relazioni amicali soddisfacenti

  • aree di competenza fuori dalla scuola

Nel prossimo articolo prenderemo in esame i modelli di comportamento problematici, prima di passare a possibili strumenti e studi del settore.