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08
01
2019

L’incontinenza urinaria

Scritto da Anna Silvia Perin 0

Quando nasciamo, da neonati, la minzione è un atto involontario; ma da adulti siamo noi a guidarlo: affinché il controllo nervoso sullo svuotamento vescicale possa avvenire correttamente, è necessaria l’integrità delle singole parti anatomiche, sia della vescica sia della muscolatura pelvica.

Il ciclo minzionale: il riempimento della vescica è continuo, l’afflusso di urina dai reni è continuo e la vescica non è mai completamente vuota. Il muscolo detrusore della vescica si lascia distendere progressivamente e invia un primo segnale di riempimento, che permette uno svuotamento passivo quando si va in bagno, ma consente anche di inibire lo stimolo pensando che non sia il momento opportuno per lo svuotamento. Il secondo stimolo appare allora più forte, ma risulta ancora controllabile. Con il terzo stimolo vi è invece una sensazione di tensione e disagio vescicale, in quanto la vescica si appoggia sulla parete addominale bassa, qui è necessario uno sforzo notevole per contenere il bisogno. Il quarto stimolo è molto disagevole, ed è l’urgenza: se non è possibile svuotare la vescica, può verificarsi una fuga di urina per sistema riflesso, che previene il possibile reflusso di urina verso i reni.

Questo disturbo riguarda diverse persone, di qualsiasi età, e molto spesso viene vissuto in silenzio, sottovalutandolo o ancor peggio credendo che la perdita di qualche goccia di pipì sia da considerarsi normale e risolvibile con l’utilizzo di un salvaslip per le donne. Ma davvero possiamo credere di dover utilizzare assorbenti di qualsiasi genere e taglia per tutta la vita?

E’ un disturbo molto fastidioso che inizialmente si manifesta con l’aumento della frequenza della minzione (non legato ad aumento di assunzione di liquidi), e anche con la necessità di andare spesso in bagno durante la notte, con la percezione che la vescica non sia mai del tutto svuotata. Può inoltre verificarsi perdita di urina in situazioni di sforzo o con aumento della pressione a livello pelvico; in situazioni ancor più gravi la perdita di urina può avvenire con modico riempimento della vescica o semplicemente alzandosi dal letto, con l’estrema conseguenza di impossibilità a trattenere lo stimolo.

Nelle giovani donne, l’incontinenza urinaria può in alcuni casi regredire o apparire sporadicamente, ma trascurando i primi segnali se ne pagherà il prezzo dieci-vent’anni dopo con gli interessi. Si stima che dal 10 al 50% di giovani mamme soffra d’incontinenza, il problema si riscontra anche in giovani donne sportive, e in ragazzine che durante l’ora di ginnastica a scuola sono costrette a ricorrere a protezioni.

Quali sono quindi le cause della mancata continenza urinaria?

1) La maternità (questo è uno dei motivi per cui le donne ne soffrono più degli uomini): durante la gravidanza il tessuto pelvico viene messo a dura prova, i muscoli compiono infatti il grande sforzo di sostenere il feto in formazione adeguandosi all’aumento di carico e pressione. Se il pavimento pelvico non è quindi in principio forte e tonico, può perdere elasticità, con conseguente difficoltà a sostenere gli organi soprastanti quali visceri, utero e vescica. L’atonia pelvica può comportare un lieve abbassamento della vescica che può risultare non in grado di mantenere chiuso il canale uretrale. L’episotomia in particolar modo è un fattore di rischio per la vescica, in quanto le donne che subiscono incisione chirurgica del perineo, possono avere nel tempo maggior probabilità di incontinenza urinaria in quanto la muscolatura pelvica viene indebolita.

2) La menopausa: se lo stile di vita non è sano la vescica può indebolirsi, a causa della riduzione di estrogeni (ormoni che garantiscono la tonicità dei tessuti).

3) L’obesità: l’eccesso di peso grava sugli organi e sui muscoli del pavimento pelvico, andando ad indebolirli progressivamente.

4) Sforzi eccessivi: vanno a gravare sui muscoli addominali e pelvici andando ad aumentare la pressione interna.

5) Stipsi: la stitichezza e quindi lo sforzo di evacuare fanno aumentare notevolmente la pressione endoaddominale, indebolendo il sostegno della vescica.

6) Prolasso dell’utero: l’organo preme sulla vescica che si abbassa e spinge sull’uretra andando a provocare perdite involontarie a causa dell’aumento della pressione pelvica.

La soluzione che viene proposta è quella dell’utilizzo del pannolino con conseguente intervento chirurgico! In realtà ogni muscolo del nostro corpo si rinforza con ginnastica mirata: la soluzione migliore infatti è senza dubbio la ginnastica pelvica! E’ quindi possibile sia una buona prevenzione dell’incontinenza urinaria, sia un ripristino della funzionalità contenitiva e di sostegno della muscolatura pelvica priva di tono.

L’incontinenza può essere di quattro tipi: da urgenza, da sforzo, mista, per insufficienza sfinterica.

L’incontinenza da urgenza si manifesta con uno stimolo minzionale molto violento e difficilmente gestibile; questa sintomatologia può essere scatenata da diversi fattori, sia situazionali (es. esporsi al freddo, arrivare a casa di corsa), sia alimentari (es. alcune bevande zuccherine o diuretiche che aumentano le contrazioni vescicali), sia abitudini scorrette (es. sin dall’infanzia ).

Questo tipo di incontinenza è dovuta più a un problema vescicale che perineale; non è una debolezza muscolare che la causa, bensì una vescica instabile, in cui le contrazioni detrusoriali non seguono lo schema del bisogno progressivo. Le cause possono essere varie: crampi o spasmi muscolari, concause alimentari e ormonali, respiratorie. Per risolvere il problema risulta quindi necessario ricercare le cause dell’ipereccitabilità della vescica, andando ad agire su di esse.

Lo sforzo per trattenere lo stimolo coinvolge non solo il perineo, ma tutti i muscoli limitrofi e in particolare gli addominali con blocco della respirazione, che causa aumento della pressione e stimola la contrazione vescicale, con conseguente risposta fisiologica di rilassamento dello sfintere alla contrazione della vescica con il passaggio di qualche goccia di urina che provoca il rilassamento sfinterico.

In questo caso è quindi necessario agire direttamente sulla vescica ottenendo la riduzione delle contrazioni detrusoriali, orientandosi più sul rilassamento che sul rinforzo.

L’incontinenza da sforzo, è la forma più frequente , colpisce il 50-70 % delle donne. E’ caratterizzata da fuga involontaria di urina, in occasione di uno sforzo che va ad aumentare la pressione addominali, ripercuotendosi sulla vescica, senza la percezione di uno stimolo. Un esempio classico è lo starnuto (che non dovrebbe mai essere trattenuto, altrimenti la pressione si duplica e si ripercuote in basso sugli organi addominali), in cui una buona padronanza del muscolo puborettale permette di supportare e prevenire la contrazione sfinterica. Uno studio su atlete olimpioniche ha dimostrato che il 66% soffre di incontinenza durante gli sforzi: questo evidenzia che l’allenamento dei muscoli addominali genera inevitabilmente tale problema.

L’incontinenza mista, si riscontra frequentemente dopo il parto, in cui in genere il problema dell’urgenza va a ridursi da solo nelle settimane seguenti, ma è facile che la sintomatologia ritorni a distanza di tempo, soprattutto dopo la menopausa.

L’incontinenza per insufficienza sfinterica, è simile all’incontinenza da sforzo, ma con sgocciolamenti continui in posizione di riposo, con la difficoltà a trattenere una quantità considerevole di urina e a raggiungere il riempimento fisiologico della vescica (come un rubinetto in cui le guarnizioni non tengono più). Spesso tale incontinenza è accentuata dal prolasso dell’utero, che scivola sotto alla sinfisi pubica e non è più sostenuto.

Cosa aspetti allora? Gli esercizi pelvici dovrebbero essere praticati da tutti, in particolar modo dalle donne come parte integrante di uno stile di vita quotidiano!

Per saperne di più e per un lavoro mirato e specifico sulla consapevolezza e l’utilizzo del tuo pavimento pelvico, Ti aspettiamo per sedute individuali e per i prossimi incontri mensili di gruppo, sabato 12 gennaio presso la palestra SSD WSPORT wellnessport in via Niccolò Copernico a Cittadella e sabato 2 febbraio dalle 14.30 alle 16.00 presso SSD WSPORT Power and Soul in via Leonardo da Vinci a San Martino di Lupari.