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02
05
2018

CONSAPEVOLEZZA DEL RESPIRO: TECNICHE RESPIRATORIE

Scritto da Giada Tessari 0

Un’intera schiera di muscoli, ossa e organi collabora alla nostra respirazione, attraverso un complesso lavoro di squadra, quasi come un’orchestra.

Come abbiamo già appreso in un precedente articolo, il diaframma è il nostro principale muscolo respiratorio. Si tratta di una cupola che, in fase inspiratoria, si sposta verso il basso, assistita da un’altra cupola, il diaframma pelvico, che pure si sposta verso il basso in fase inspiratoria. Fra queste due cupole trovano spazio i nostri organi addominali e pelvici, organi che vengono massaggiati e che traggono vitalità dal continuo massaggio del nostro respiro.

Proviamo quindi a sdraiarci supini. L’ideale sarebbe sopra un roller per lavorare sul detensionamento

della muscolatura posteriore e sullo stretching della catena anteriore delle braccia, ma andrà benissimo anche un tappeto al suolo per cominciare. Da evitare in vece letto e divano poiché la colonna non sarebbe ben allineata.

Ecco le tappe:

  1. ascoltare il proprio respiro e osservarlo: quanto dura? Inspirazione o espirazione: quale delle due fasi occupa più tempo? Ci sono apnee? E se si, quando? E quanto durano? Dove respiri prevalentemente?
  2. Respiro addominale: portare una mano al di sotto dell’ombelico ed osservare come sia possibile inspirare facendo salire dolcemente la mano verso il soffitto, ed espirare lasciando che lentamente la mano scenda. Pensa ad un’azione dolce e leggera, come il lievitare di un dolce. Lascia però chequesto respiro riempia, azione dopo azione, tutto il bacino. Se il respiro avesse un colore, potrebbe colorare sacro, coccige, pavimento pelvico, anche, creste iliache e lo spazio dall’ombelico fino al pube. Dove arriva il colore e dove si ferma? immagina che da dove il colore arriva con facilità, possa poi colorare anche dove non arriva portando vitalità a tutti gli organi del basso ventre.
  3. Respiro costale: portare le mani ai lati della gabbia toracica. Inspirare percependo un’apertura laterale e anteriore della gabbia toracica, espirare percependo che le costole vanno chiudendo come delle frecce in direzione dell’ombelico. Anche in questo caso possiamo immaginare di colorare attraverso il respiro la nostra gabbia toracica donando energia ad ogni singola cellula.
  4. Respiro sternale o clavicolare: porre le mani sullo sterno ed inspirare percependo che lo sterno si solleva verso l’alto. Non si tratta di inarcare la colonna, ma di creare più spazio fra le scapole, le vertebre dorali e lo sterno. Espirare percependo che lo sterno scivola dolcemente verso l’ombelico. Può essere di grande aiuto, nell’eseguire questo tipo di respirazione, immaginare di annusare l’aria ricercando un profumo: percepirete immediatamente come lo sterno cominci a muoversi naturalmente.
  5. Respiro yogico completo o respiro circolare: inspirare riempendo addome, gabbia toracica e sterno, espirare svuotando sterno, gabbia toracica, addome. Immaginate il vostro corpo come un contenitore che si riempie dal basso verso l’alto e si svuota dall’alto verso il basso. Cercate di non fare apnee ma mantenete un respiro continuo, armonioso, non forzato, come un’onda mossa da una leggera brezza (evitiamo i mari in tempesta, ci penserà da solo il nostro corpo quando saremo arrabbiati!).

Questo tipo di lavoro può essere fatto comodamente a casa, ma se volete essere sicuri di svolgerlo al meglio o avete bisogno di una classe e d un insegnante per essere motivati ed aiutati nella costanza, potete dedicarvi anche al respiro in queste attività: