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14
05
2018

CONSAPEVOLEZZA DEL RESPIRO: COME RESPIRIAMO

Scritto da Giada Tessari 0

A partire dalla più remota antichità, il diaframma è stato considerato come il muscolo essenziale della respirazione. Mediante la sua contrazione al momento della nascita, segna il passaggio dalla vita fetale e quella extrauterina. Detto questo, occorre fare chiarezza:

  1. non vi è che un solo vero muscolo respiratorio, il diaframma. Tutti gli altri che pure intervengono, sono accessori o ausiliari.
  2. La nostra respirazione è governata dal sistema nervoso autonomo, ma può essere reclutata anche dalla volontà. Varia di molto da soggetto a soggetto in base ad età, sesso, conformazione, postura, alimentazione, luogo ma anche nella stessa persona in base ad alimentazione, emozioni, momento della giornata, sforzo fisico o riposo.
  3. Nella fase inspiratoria la contrazione del diaframma determina un abbassamento del diaframma e un aumento del diametro verticale del torace. Contemporaneamente, la contrazione dei muscoli elevatori della gabbia toracica, determina un aumento dei diametro antero-posteriore e traverso del torace.
  4. Nella fase espiratoria il rilassamento della muscolatura inspiratoria determina una diminuzione del volume toracico.

Tutto semplice, sembrerebbe…in realtà osservare quanti e quali sono i muscoli che intervengono direttamente o indirettamente nella respirazione, sorprende.

  • MUSCOLATURA INSPIRATORIA:
    • PRINCIPALE:
      • diaframma,
      • intercostali interi, esterni e parasternali,
      • piccoli sovracostali,
      • scaleni anteriore, medio e posteriore.
    • ACCESSORIA:
      • grande e piccolo pettorale,
      • sternocleidomastoideo,
      • muscolatura posteriore del tronco,
      • gran dorsale,
      • trapezio,
      • elevatore costale breve e lungo.
    • AUSILIARIA:
      • ileopsoas,
      • romboideo maggiore e minore,
      • spinali,
      • succlavio,
      • piccolo rotondo,
      • elevatore della scapola.
  • MUSCOLATURA ESPIRATORIA:
    • PRINCIPALE, anche se sarebbe più opportuno parlare di forze passive più che di muscoli nella fase normale di espirazione:
      • tensione elastica del polmone,
      • elasticità delle coste e delle cartilagini costali sollevate,
      • caduta gravitaria delle coste sollevate,
      • ritorno verso l’alto del diaframma rilasciato dalla pressione intratoracica sub-atmosferica,
      • elasticità della parete addominale,
      • tono dei muscoli intercostali.
    • ACCESSORIA:
      • intercostali
      • retto addominale,
      • obliquo interno ed esterno,
      • trasverso dell’addome,
      • grande e piccolo pettorale,
      • triangolare dello sterno,
      • subcostali,
      • quadrato dei lombi,
      • sacro-lombare,
      • dorsale lungo,
      • gran dorsale (a arti superiori addotti),
      • piccolo dentato superiore e inferiore.
    • AUSILIARIA:
      • gluteo,
      • succlavio (con arti inferiori addotti),
      • grande rotondo.

A conclusione di questo lungo elenco di muscoli, possiamo dire che respiriamo in modo efficace quando a parità di volume d’aria inspirato, abbiamo utilizzato una quantità di muscoli inferiore. Tutti i muscoli respiratori devono essere utilizzati in modo coordinato per poter funzionare al meglio, e lo sanno fare alla perfezione tranne quando sono soggetti ad altre forze. Facciamo un esempio: un addome con uno stomaco troppo pieno impedirà una corretta discesa del diaframma e di conseguenza un sovra impiego di altri muscoli, lo stesso dicasi per uno stomaco normale ma schiacciato da una busto flesso in avanti su una scrivania o su un banco di scuola.

Nel prossimo articolo impareremo alcuni esercizi per liberare il respiro e lavorare sulla postura, nel frattempo prova a chiedere, sia presso la sede di Cittadella che quella di San Martino di Lupari, ai nostri personal trainer o frequenta le lezioni di hatha yoga, yoga in volo, postural training, postyral pilates e postural miofasciale.